US OPEN - Schiavone si ferma nei quarti Francesca esce a testa alta con Venus

NEW YORK - Finisce nei quarti il sogno americano di Francesca Schiavone (nella foto). L'azzurra, sesta testa di serie, è stata eliminata per 76 (5) 64, in un'ora e 54 minuti di gioco, dalla statunitense Venus Williams, terza favorita del seeding, e saluta gli US Open. Match bellissimo quello andato in scena sull’Arthur Ashe Stadium di Flushing Meadows: alla fine sono stati davvero pochi i punti che hanno fatto la differenza a favore di "Venere", vincitrice a New York nel 2000 e nel 2001. E' stato il terzo anno di fila che il tennis azzurro femminile è riuscito a piazzare una giocatrice nei quarti dello Slam newyorkese: nel 2008 e nel 2009 era stata Flavia Pennetta a centrare il traguardo della seconda settimana del torneo.

QUARTI FATALI, ANCORA UNA VOLTA - E' la seconda volta in carriera che la Schiavone esce nei quarti a Flushing Meadows: le era già accaduto nel 2003 quando perse da Jennifer Capriati. Francesca è anche l’unica tennista italiana ad aver raggiunto almeno i quarti di finale in tre dei quattro appuntamenti dello Slam (Roland Garros, Wimbledon e US Open). La milanese, campionessa in carica del Roland Garros, era alla quarantunesima partecipazione ad uno dei quattro tornei maggiori: oggi ha giocato per la quinta volta in carriera un quarto in uno Slam.

FRANCESCA, BRAVA LO STESSO - Nei primi quattro turni la milanese aveva concesso ben poco alle rivali. Un gioco alla giovane giapponese Ayumi Morita all’esordio (61 60), tre a Maria Elena Camerin al secondo turno (62 61), sei alla Bondarenko al terzo turno (61 75), tre alla Pavlyuchenkiva negli ottavi (63 60): in totale 13 games senza perdere un set. Partite convincenti per la campionessa di Parigi capace di infiammare il pubblico con colpi spettacolari come lo straordinario passante tirato tra le gambe, stile Roger Federer, nel match di terzo turno contro Alona Bondarenko. Anche contro la Pavlyuchenkova l'azzurra ha deliziato il pubblico con colpi di grande classe, tra cui un palla corta seguita da uno splendido pallonetto al volo sulla riga. E nella sfida contro Venus ha messo in mostra splendide volèe.

LA CRONACA - E’ stato un match equilibrato in cui Francesca è stata spesso sotto con il punteggio, ma è sempre riuscita a recuperare. Nel primo set è andata in svantaggio 4-2 ma è riuscita a riportarsi sul 4-4, per poi costringere la statunitense al tie break. Anche in questo caso è andata sotto 4-0, ma ha avuto la forza di rimontare. Sul 4-4 un diritto ad uscire le è finito fuori di un nulla (sarebbe stato il 5-4 in favore dell’azzurra), quindi sul 5-5 due attacchi di rovescio in back appena lunghi hanno permesso a Venus di chiudere 7-5. Nella seconda partita l’americana, che ha alternato servizi a duecento orari e passa a qualche doppio fallo di troppo (9 in totale contro 5 dell’azzura) è volata sul 4-1. Match finito? Nient’affatto, perché l’azzurra ha ancora trovato l’energia e la freddezza per rientrare in partita: 4-4 e tutto di nuovo in discussione. Gli ultimi due games sono stati un braccio di ferro in cui Venus ha avuto la meglio, grazie soprattutto alla maggior potenza: il break decisivo è arrivato al decimo game su una palla in piena riga dell’americana sulla quale Francesca ha colpito male mandando out. Peccato perché si è avuta la sensazione che se l’azzurra fosse riuscita ad allungare il match al terzo set, l’avversaria avrebbe anche potuto pagare la stanchezza (si era in campo da quasi due ore). Alla fine a fare la differenza appena sei punti: 79 a 73 per la Williams.

INCUBO VENUS - "Venere" ha vinto per l'ottava volta in altrettanti confronti diretti contro Francesca. L'azzurra e la statunitense erano le due giocatrici più anziane in corsa nei quarti di finale degli US Open: entrambe trentenni, sono nate a distanza di sei giorni (Venus il 17 giugno 1980, Francesca il 23 giugno dello stesso anno).

fonte : www.federtennis.it